Va’, metti una sentinella

imageCapita nelle discussioni tra amici di parlare di libri: il rischio che si corre è quello di non avere letto qualche classico che faccia esclamare alle persone intorno Ma come? Non lo hai letto?

Il più delle volte questo accade quando si discute di capisaldi della letteratura mondiale: così tutti dicono di avere letto I Miserabili, Delitto e Castigo o Cent’anni di solitudine, quando ben che vada si conosce a malapena la trama.

Dirò la verità: non amo particolarmente i classici, preferisco di gran lunga la letteratura contemporanea. Mettendo in ordine la mia libreria in questi giorni, mi sono reso conto che gran parte degli autori dei titoli presenti, sono ancora vivi.

Qualche tempo fa mi è capitato di discutere de Il buio oltre la siepe: non ho mai letto il libro, ma ne ho amato il film. La storia della sua produzione è abbastanza strana: Harper Lee, la sua autrice, fino all’anno scorso, non aveva scritto che quel capolavoro. Punto. Stop. Poi, circa due mesi fa è uscito Va’, metti una sentinella, che non è altro che la continuazione del romanzo scritto oltre 55 anni fa.

Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch – “Scout” – torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de Il buio oltre la siepe, Va’, metti una sentinella cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, Va’, metti una sentinella permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee. È un romanzo d’indimenticabile saggezza, umanità, passione e umorismo, che mette in luce tutto il talento dell’autrice. Un’opera d’arte profondamente toccante che evoca in maniera splendida un’altra era e, al tempo stesso, mostra tutta la sua rilevanza per i nostri giorni. Non solo è una conferma della duratura intelligenza de Il buio oltre la siepe, ma serve anche come suo compagno essenziale, aggiungendo profondità, contesto e un nuovo significato a un classico della letteratura.

Harper Lee scrisse Va’, metti una sentinella nella metà degli anni Cinquanta, quindi prima de Il buio oltre la siepe. Ha raccontato che fu il suo editore a convincerla a sviluppare i ricordi di infanzia di Scout presenti nel libro in un nuovo romanzo, che sarebbe appunto diventato Il buio oltre la siepe. Va’, metti una sentinella non era mai stato pubblicato ed è stato ritrovato di recente nella casa di Lee dal suo avvocato. Nei mesi scorsi ci sono state alcune polemiche: si pensava che fosse stato pubblicato senza il consenso di Lee, che da anni è molto malata, ma la stessa autrice ha confermato di aver acconsentito alla pubblicazione.

Mi è capitato in questi giorni di leggerlo: la scrittura è abbastanza dispersiva, con continui salti tra presente e passato e non si capisce dove l’autrice voglia arrivare fino alle ultime 50 pagine. La curiosità, si sa, non sempre paga. Se vi capita, leggete soltanto il fratello maggiore: eviterete di buttare diciotto euro o poco meno di dieci se lo acquistate sul Kindle Store.

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