Pasolini negli anni duemila

PasoliniPur essendo un discreto lettore, non ho mai apprezzato più di tanto l’opera di Pier Paolo Pasolini. Qualche anno fa cominciai a leggere Petrolio ma l’ho trovato probabilmente troppo complesso per la mia età dell’epoca: ho provato negli anni successivi con qualcosa di più leggero (Ragazzi di vita e Una vita violenta, non proprio una passeggiata), ma non c’è stato nulla da fare. Lo stile dell’autore romano non rientra sicuramente tra i miei preferiti.

Qualche mese fa ho visto anche il film di Abel Ferrara: probabilmente ero e sono un po’ prevenuto, ma non ho trovato interessante neppure quello.

Leggo nel Post che Salvatore Merlo ha provato a spiegare il perché Pasolini non venga apprezzato tra i trentenni di oggi.

Merlo spiega, ed è una sensazione molto condivisa anche se poco espressa, che a scrivere di Pasolini sono generazioni che hanno una familiarità anagrafica con la storia e le opere di Pasolini, che impedisce loro un’obiettività adeguata sulla sua attualità. I trentenni, scrive Merlo, non solo non leggono Pasolini e lo conoscono poco, ma non lo trovano neanche interessante, se non per curiosità storica su altri tempi, diversi, passati.

L’articolo completo lo trovate sul sito del Foglio.

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