Nobel per la Pace 2015: quali i favoriti?

Papa FrancescoTra poco meno di 48 ore (dopodomani, venerdì 9 ottobre 2015, alle ore 11), verrà assegnato a Oslo dal Norwegian Nobel Institute il premio Nobel per la Pace 2015. Anche quest’anno i favoriti sono parecchi. Vediamoli nel dettaglio:

Angela Merkel: è una politica tedesca. Dal 22 novembre 2005 ricopre la carica di Cancelliera della Germania. Potrebbe vincere il premio per il suo ruolo legato alla crisi dei rifugiati.

Juan Manuel Santos: è un politico, giornalista ed economista colombiano, Presidente della Colombia. Potrebbe vincere per l’impegno nel processo di pace nella sua nazione.

Timoleón Jiménez: è il leader delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia). Anche lui potrebbe vincere per l’impegno nel processo di pace in Colombia.

Dmitry Muratov: è l’editore del quotidiano russo Novaya Gazeta. Potrebbe vincere grazie al suo impegno a favore del diritto di cronaca nonostante varie intimidazioni.

L’associazione Articolo 9: impegnata per la difesa dell’articolo 9 della Costituzione giapponese finalizzato al mantenimento della pace.

Denis Mukwege, Jeanne Nacatche Banyeree e Jeannette Kahindo Bindu: sono tre medici. Potrebbero vincere per l’impegno contro la violenza sessuale in Africa.

Papa Francesco: servono presentazioni? Potrebbe sbaragliare la concorrenza grazie al suo impegno nell’ambito della giustizia sociale.

L’associazione Unchr: favorita grazie alll’impegno nei confronti dei rifugiati.

Don Mussie Zerai: è un religioso eritreo. Candidato per la sua difesa dei diritti e della vita stessa dei richiedenti asilo e dei migranti.

Giusi Nicolini: è il sindaco di Lampedusa. Candidata per l’impegno nell’accoglienza dei migranti durante i numerosi sbarchi sull’isola.

John Kerry e Mohammad Javad Zarif: rispettivamente il segretario di stato Usa e il ministro degli Esteri iraniano. Erano visti come logici favoriti per il premio dopo i due anni di intensi negoziati sul nucleare in Iran. Da qualche mese, però, la loro candidatura si è molto raffreddata.

Victor Ochen: attivista 33enne e sopravvissuto del conflitto in Uganda. Cresciuto nei campi di accoglienza dei profughi, il fratello rapito dai guerriglieri dell’Esercito di resistenza del Signore, ha creato l’African Youth Initiative Network che lavora con i bambini vittime di violenza.

Dawn Engle e Ivan Suvanjieff: sono i fondatori di PeaceJam, un’associazione per le campagne che ha creato progetti per più di un milione di giovani in 39 Paesi del mondo.

Ban Ki-moon: è il segretario generale dell’Onu. Potrebbe vincere per il suo ruolo di mediatore all’interno delle Nazioni Unite.

Gene Sharp: è un filosofo statunitense. Conosciuto per i suoi studi sulla nonviolenza e sulla disobbedienza civile, è stato soprannominato “il Clausewitz della guerra nonviolenta”.

Da anni, a parte l’anno scorso in cui il nome di Malala Yousafzai circolava da tempo con una certa insistenza, da Oslo arrivano sorprese. Chissà se anche quest’anno il Norwegian Nobel Institute spiazzerà tutti. Da italiano, c’è da sperare su Gino Strada e la sua Emergency..

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