La verità sul caso Rudolf Abel

La verità sul caso Rudolf AbelComplice l’uscita al cinema de Il ponte delle spie di Spielberg, ho deciso di comprare La verità sul caso Rudolf Abel, il romanzo che ha ispirato il film.

Premessa: il volume è di oltre 350 pagine e a occhio il carattere utilizzato è leggermente più piccolo rispetto a quello di solito presente nei libri Garzanti (e non solo). Questo in breve per avvisarvi preventivamente che si tratta di un tomo sostanzioso, denso di nomi, informazioni e intrecci che potrebbero un po’ destabilizzare. E’ un libro per gli amanti della Storia e per chi ama leggere particolari e cavilli.

Nella seconda di copertina, la sinossi della Garzanti lo presenta così

La mattina del 10 febbraio 1962, James Donovan è in missione sulla Glienicke Brücke, il celebre Ponte delle Spie che collega Berlino Ovest con l’Est comunista. Al suo fianco c’è Rudolf Abel, la più misteriosa ed efficiente spia del Ventesimo secolo, per anni clandestinamente negli Stati Uniti a capo dello spionaggio russo. Dall’altra parte del ponte, i sovietici tengono in ostaggio Francis Powers, il pilota di un aereo-spia U-2 americano abbattuto mentre era in volo segreto sull’URSS: Donovan ha ricevuto dal presidente Kennedy l’incarico di riportarlo in patria a ogni costo. La verità sul caso Rudolf Abel ci catapulta nelle drammatiche giornate vissute per realizzare lo scambio di prigionieri, nelle lunghe e pericolose trattative diplomatiche, nei momenti concitati e avventurosi della guerra fredda tra due blocchi con le armi costantemente puntate. Tra le pagine di questo diario rivive così un mondo di ambiguità, inganni e cospirazioni, raccontato in prima persona dall’eccezionale protagonista della più avventurosa spy story mai svoltasi a cavallo della Cortina di ferro. 

Il libro è stato scritto dalla stesso Donovan (la storia la scrive sempre chi vince, mai chi perde) ed è un lungo diario personale nel quale annota tutto quello che è successo dal momento in cui gli viene dato l’incarico di difendere Rudolf Abel. Un documento storico se vogliamo, i cui carteggi originali sono conservati, tra casse di documenti, negli Hoover Institution Archives, ancora non disponibili al pubblico for preservation purposes. Lo stile è arzigogolato, tecnico, nonché lento e soporifero.

Quello sicuramente che c’è da salvare è lo scoprire il modo di lavorare di Donovan che si ritrova a difendere uno degli uomini più odiati da tutto il popolo americano. Il caso Rudolf Abel è un tipico esempio della protezione assicurata a un imputato, quale che sia il suo crimine, da parte della legge americana a tutela dei diritti dell’uomo. Non ci sono buoni e cattivi, eroi e antagonisti. Quello che emerge e più sorprende delle pagine di questo libro, è il rapporto tra due persone che pur ponendosi in due diversi lati di una barricata ideologica, culturale e sociale oltre che politica, trovarono il tempo di instaurare un rapporto umano basato sul rispetto e sulla stima reciproca. Sinceramente spero che il film si concentri su quest’aspetto.

Consiglio questo libro? Beh, se si vuole approfondire una pagina della storia tutt’ora abbastanza inedita, direi proprio di sì. Se invece non vi siete mai avvicinati a un testo giuridico o se volete una lettura leggera, sicuramente no. Statene bel lontani. Non è un libro per tutti: l’ho comprato pensando di leggere un romanzo, quando invece si è rivelato un saggio. E come tale va trattato e letto.

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