Il problema sono i Kindle?

Nella battaglia tra cartaceo e digitale è difficile trovare un’analisi che non difenda per partito preso l’uno o l’altro medium.

Un articolo interessante è apparso qualche settimana fa sul sito ebookextra.

È Amazon che deve dare agli autori gli strumenti che gli permettano di creare contenuti di nuovo tipo che siano un’evoluzione di quelli di un libro che viene riversato tal quale su un Kindle. Alla fine della fiera il Kindle perde il confronto con il libro. Il libro è meglio e se viene meno, com’è venuto meno, il vantaggio del prezzo, amen. Ormai è chiaro, gli editori non faranno niente per gli ebook.

Perché preferisco un ebook al cartaceo? Principalmente per due motivi: la maggiore portabilità dei volumi e il minor prezzo. Ma se uno dei due viene meno?

Quello che gli editori devono trovare è un rapporto costruttivo con i tecnologici su un piano di parità, una cosa che non è per niente facile per l’istinto predatorio dei grandi gruppi di Internet che tendono a non fare prigionieri. […] In cinque anni vendite di e-reader si sono quasi dimezzate, da 20milioni nel 2010 a 12milioni nel 2015. Nello stesso periodo le librerie indipendenti sono passate da 1660 a 2227. 

In realtà non sappiamo precisamente verso quale deriva sta andando il mercato: la complessità dell’argomento fa sì che quando uno dei due medium sembra dato per morto, nel giro di poco tempo finisce per riprendersi e superare l’altro.

L’unica cosa certa è che per adesso i due camminano più o meno parallelamente. Vedremo in futuro.

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