Come guadagnare su internet senza pubblicità?

ADBE’ di oggi la notizia che la Bild, uno dei più importanti giornali tedeschi, non permetta più l’accesso agli utenti che usano un software che blocca le pubblicità. La decisione è unica nel suo genere perché riaccende uno dei dibattiti più controversi in questi anni sul rapporto tra giornalismo e pubblicità: è giusto pagare per avere dei contenuti?

Da qualche tempo esistono dei plugin come AdBlock, in grado di eliminare la pubblicità dalle pagine visitate. Sicuramente è un servizio comodo che purtroppo uccide anche siti che lavorano con qualità.

PageFair, compagnia specializzata nel supportare i publisher al fine di concepire forme pubblicitarie meno invasive, ha infatti stimato come l’installazione di Adblock provochi la perdita di ben 6,6 miliardi di dollari all’anno. Non pochini per una società che ne fattura 60. Adblock, sempre secondo le stime dell’agenzia, è installato da 10 persone su 100 negli Stati Uniti, mentre in Europa la percentuale arriva il 12%.

Il problema in realtà è molto semplice: con internet, nessuno vuole pagare per le notizie. Quello che in rete si può trovare gratis, l’utente non ha intenzione di pagarlo. Ma tutto questo a scapito di cosa va? Indubbiamente della qualità.

Verso dove andremo? Di fatto l’unico compromesso realmente percorribile sembra essere la possibilità per gli utenti di sfruttare le opzioni di personalizzazione, aggiungendo i propri siti preferiti alla whitelist o scrivendo delle proprie regole.

Questo seguendo il buonsenso. Cosa che in rete non si ha quasi mai.

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