Avere il carbone bagnato

Ignazio MarinoA prescindere dalla colpevolezza o meno del sindaco Marino sulle spese di rappresentanza effettuate a fini personali (deciderà la Magistratura), c’è qualcosa che mi sfugge. Dichiarare

In questi due anni ho speso con la carta di credito messa a mia disposizione dal Comune meno di 20.000 euro per rappresentanza, e li ho spesi nell’interesse della città. È di questo che mi si accusa? Bene, ho deciso di regalarli tutti di tasca mia a Roma e di non avere più una carta di credito del Comune a mio nome.

ai miei occhi è come una mezza ammissione di colpevolezza. Alcuni punti non quadrano:

  • indicare quanto si è speso in due anni, come a giustificare che 20.000 euro siano ben poca cosa rispetto ad altro, mi sembra totalmente inutile in mancanza di paragoni.
  • il termine regalare mi sembra fuori luogo: nessuno credo accusi Marino per avere speso, ma per come abbia speso.
  • si accusa Marino per aver messo in conto vendita delle spese che non erano affatto di rappresentanza: almeno in un paio di occasioni (vedi la storia della Comunità di Sant’Egidio) il Sindaco ha dichiarato di avere offerto una cena che in realtà non è mai avvenuta. Caro Marino, ti viene contestato di aver dichiarato il falso, è molto diverso.

Sebbene l’onestà della persona non può essere messa in discussione, mi sembra chiaro che una situazione del genere non è più sostenibile: per il bene della città, cominciare a pensare a una exit strategy, mi sembra il minimo. PD, dove sei?

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