Le candidature ai David di Donatello 2016

Jeep RobotNei giorni passati ho visto e amato molto il film di Gabriele Mainetti Lo chiamavano Jeeg Robot. Sono molto contento che abbia fatto il pieno di candidature (ben 16) ai prossimi David di Donatello (premiazione che quest’anno sarà gestita e trasmessa da Sky). Nel dettaglio, categoria per categoria, i nominati:

Miglior Film

Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi
Il racconto dei racconti – Tale of Tales, regia di Matteo Garrone
Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari
Perfetti sconosciuti, regia di Paolo Genovese
Youth – La giovinezza, regia di Paolo Sorrentino

Miglior Regia

Gianfranco Rosi per il film Fuocoammare
Matteo Garrone per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Claudio Caligari per il film Non essere cattivo
Paolo Genovese per il film Perfetti sconosciuti
Paolo Sorrentino per il film Youth – La giovinezza

Miglior Sceneggiatura

Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Nicola Guaglianone, Menotti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini per il film Non essere cattivo
Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello per il film Perfetti sconosciuti
Paolo Sorrentino per il film Youth – La giovinezza

Miglior Attore protagonista

Claudio Santamaria per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Alessandro Borghi per il film Non essere cattivo
Luca Marinelli per il film Non essere cattivo
Marco Giallini per il film Perfetti sconosciuti
Valerio Mastandrea per il film Perfetti sconosciuti

Miglior Attrice protagonista

Àstrid Bergès Frisbey per il film Alaska
Paola Cortellesi per il film Gli ultimi saranno ultimi
Sabrina Ferilli per il film Io e lei
Juliette Binoche per il film L’attesa
Ilenia Pastorelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Valeria Golino per il film Per amor vostro
Anna Foglietta per il film Perfetti sconosciuti

Miglior Attore non protagonista

Valerio Binasco per il film Alaska
Fabrizio Bentivoglio per il film Gli ultimi saranno ultimi
Giuseppe Battiston per il film La felicità è un sistema complesso
Luca Marinelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Alessandro Borghi per il film Suburra

Miglior Attrice non protagonista

Piera Degli Esposti per il film Assolo
Antonia Truppo per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Elisabetta De Vito per il film Non essere cattivo
Sonia Bergamasco per il film Quo vado?
Claudia Cardinale per il film Ultima fermata

David Giovani

Alaska di Claudio Cupellini
Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno
La Corrispondenza di Giuseppe Tornatore
Non essere cattivo di Claudio Caligari
Quo vado? di Gennaro Nunziante

Migliore Montatore

Jacopo Quadri per il film Fuocoammare
Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per Lo chiamavano Jeeg Robot
Consuelo Catucci per il film Perfetti sconosciuti
Patrizio Maroneper il film Suburra

Migliore Direttore della fotografia

Peter Suschitzky per Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Michele D’Attanasio per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Maurizio Calvesi per il film Non essere cattivo
Paolo Carnera per il film Suburra
Luca Bigazzi per il film Youth – La giovinezza

Migliore Fonico di presa diretta

Maricetta Lombardo per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Valentino Giannì per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Angelo Bonanni per il film Non essere cattivo
Umberto Montesanti per il film Perfetti sconosciuti
Emanuele Cecere per il film Youth – La giovinezza

Migliore Musicista

Alexandre Desplat per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Ennio Morricone per il film La corrispondenza
Michele Braga, Gabriele Mainetti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini per il film Non essere cattivo
David Lang per il film Youth – La giovinezza

Migliore Canzone Originale

La felicità è un sistema complesso per la canzone “Torta di noi”: musica, testi e interpretazione di Niccolò Contessa
Non essere cattivo per la canzone “A cuor leggero”: musica, testi e interpretazione di Riccardo Sinigallia
Perfetti sconosciuti per la canzone “Perfetti Sconosciuti: musica di Bungaro e Cesare Chiodo, testi e interpretazione di Fiorella Mannoia
Quo vado? per la canzone “La prima repubblica”: musica, testi e interpretazione di Luca Medici (Checco Zalone)
Youth – La giovinezza per la canzone “Simple Song”: musica e testi di David Lang interpretata da Sumi Jo

Migliore Scenografo

Il racconto dei racconti–Tale of Tales: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso
La corrispondenza: Maurizio Sabatini
Lo chiamavano Jeeg Robot: Massimiliano Sturiale
Non essere cattivo: Giada Calabria
Suburra: Paki Meduri
Youth – La giovinezza: Ludovica Ferrario

Miglior Costumista

Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Massimo Cantini Parrini
La corrispondenza: Gemma Mascagni
Lo chiamavano Jeeg Robot: Mary Montalto
Non essere cattivo: Chiara Ferrantini
Youth – La giovinezza: Carlo Poggioli

Miglior Truccatore

Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi D’Andrea e Leonardo Cruciano
La corrispondenza: Enrico Iacoponi
Lo chiamavano Jeeg Robot: Giulio Pezza
Non essere cattivo: Lidia Minì
Youth – La giovinezza: Maurizio Silvi

Migliore Acconciatore

Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Francesco Pegoretti
La corrispondenza: Elena Gregorini
Lo chiamavano Jeeg Robot: Angelo Vannella
Non essere cattivo: Sharim Sabatini
Youth – La giovinezza: Aldo Signoretti

Migliore produttore

21uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d’Ici con Arte France Cinéma per il film Fuocoammare
Archimede, Rai Cinema per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Gabriele Mainetti per Goon Films, Rai Cinema per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Paolo Bogna, Simone Isola e Valerio Mastandrea per Kimera Film, con Rai Cinema e Taodue Film, produttore associato Pietro Valsecchi, in collaborazione con Leone Film Group per il film Non essere cattivo
Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori per Indigo Film per il film Youth – La giovinezza

Miglior cortometraggio

A metà luce, di Anna Gigante
Bellissima, di Alessandro Capitani
Dove l’acqua con altra acqua si confonde, di Gianluca Mangiasciutti e Massimo Loi
La ballata dei senzatetto, di Monica Manganelli
Per Anna, di Andrea Zuliani

Miglior regista esordiente

Carlo Lavagna per il film Arianna
Adriano Valerio per il film Banat – Il viaggio
Piero Messina per il film L’attesa
Gabriele Mainetti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Fabio Bonifacci e Francesco Micciché per il film Loro chi?
Alberto Caviglia per il film Pecore in erba

Miglior documentario di lungometraggio

Harry’s Bar, di Carlotta Cerquetti
I bambini sanno, di Walter Veltroni
Lousiana (The Other Side), di Roberto Minervini
Revelstoke. Un bacio nel vento, di Nicola Moruzzi
S is for Stanley (Trentanni dietro al volante per Stanley Kubrick), di Alex Infascelli

Migliori effetti digitali

EDI – Effetti Digitali Italiani, per il film Game Therapy
Makinarium, per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales
Chromatica, per il film Lo chiamavano Jeeg Robot
Visualogie, per il film Suburra
Peerless, per il film Youth – La giovinezza

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Sgarbi, Bompiani e La nave di Teseo

Su La Repubblica di oggi c’è un’interessante intervista a Elisabetta Sgarbi sul suo rapporto con Umberto Eco, sul suo addio a Bompiani, sulla nascita della nuova casa editrice La nave di Teseo.

Il passaggio più interessante mi sembra questo

Se l’Antitrust dovesse decidere per questa soluzione (lo scorporo di Bompiani da Mondadori), e se la Mondadori accettasse l’offerta, certamente sarei felice e anzi avrei raggiunto lo scopo editoriale della mia vita: ricongiungere La nave di Teseo alla Bompiani e, quindi, ridare unità al catalogo di Eco e degli altri autori della Nave.

Si prospetta uno scenario interessante: da una parte Mondadori/Rizzoli, dall’altra un nuovo gruppo editoriale Bompiani/Nave di Teseo.

Un duopolio è sempre meglio di un monopolio.

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Il futuro del giornalismo cartaceo

NewsDa oggi il sito del Corriere della sera è un po’ cambiato: non tanto per l’impostazione grafica, quanto per la maniera di fruire dei contenuti.

In breve

A partire dalla mattina del 27 gennaio, rimarranno completamente gratuite e illimitate le visite alla home page www.corriere.it, alle home page di sezione e ai video (comprese le video-inchieste), sia da desktop sia — ed è una novità — da smartphone. 
Si potrà accedere liberamente fino a 20 articoli al mese: a partire dal 21esimo contenuto mensile sarà richiesta la sottoscrizione di un piccolo abbonamento.
Ai fini del conteggio, ogni gallery fotografica varrà 1, indipendentemente dal numero di fotografie che deciderete di guardare.

Questa soluzione è già stata adottata con un discreto successo dal New York Times e in Italia il primo quotidiano a utilizzare questo modello è proprio il Corriere.

Basterà per risollevare le sorti dei giornali? Un’analisi molto interessante la potete trovare sul sito di Nimesis. E’ indubbio comunque che il futuro passa da qui.

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Va’, metti una sentinella

imageCapita nelle discussioni tra amici di parlare di libri: il rischio che si corre è quello di non avere letto qualche classico che faccia esclamare alle persone intorno Ma come? Non lo hai letto?

Il più delle volte questo accade quando si discute di capisaldi della letteratura mondiale: così tutti dicono di avere letto I Miserabili, Delitto e Castigo o Cent’anni di solitudine, quando ben che vada si conosce a malapena la trama.

Dirò la verità: non amo particolarmente i classici, preferisco di gran lunga la letteratura contemporanea. Mettendo in ordine la mia libreria in questi giorni, mi sono reso conto che gran parte degli autori dei titoli presenti, sono ancora vivi.

Qualche tempo fa mi è capitato di discutere de Il buio oltre la siepe: non ho mai letto il libro, ma ne ho amato il film. La storia della sua produzione è abbastanza strana: Harper Lee, la sua autrice, fino all’anno scorso, non aveva scritto che quel capolavoro. Punto. Stop. Poi, circa due mesi fa è uscito Va’, metti una sentinella, che non è altro che la continuazione del romanzo scritto oltre 55 anni fa.

Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch – “Scout” – torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de Il buio oltre la siepe, Va’, metti una sentinella cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, Va’, metti una sentinella permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee. È un romanzo d’indimenticabile saggezza, umanità, passione e umorismo, che mette in luce tutto il talento dell’autrice. Un’opera d’arte profondamente toccante che evoca in maniera splendida un’altra era e, al tempo stesso, mostra tutta la sua rilevanza per i nostri giorni. Non solo è una conferma della duratura intelligenza de Il buio oltre la siepe, ma serve anche come suo compagno essenziale, aggiungendo profondità, contesto e un nuovo significato a un classico della letteratura.

Harper Lee scrisse Va’, metti una sentinella nella metà degli anni Cinquanta, quindi prima de Il buio oltre la siepe. Ha raccontato che fu il suo editore a convincerla a sviluppare i ricordi di infanzia di Scout presenti nel libro in un nuovo romanzo, che sarebbe appunto diventato Il buio oltre la siepe. Va’, metti una sentinella non era mai stato pubblicato ed è stato ritrovato di recente nella casa di Lee dal suo avvocato. Nei mesi scorsi ci sono state alcune polemiche: si pensava che fosse stato pubblicato senza il consenso di Lee, che da anni è molto malata, ma la stessa autrice ha confermato di aver acconsentito alla pubblicazione.

Mi è capitato in questi giorni di leggerlo: la scrittura è abbastanza dispersiva, con continui salti tra presente e passato e non si capisce dove l’autrice voglia arrivare fino alle ultime 50 pagine. La curiosità, si sa, non sempre paga. Se vi capita, leggete soltanto il fratello maggiore: eviterete di buttare diciotto euro o poco meno di dieci se lo acquistate sul Kindle Store.

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I favoriti ai Golden Globes 2016

Golden-GlobesQuesta notte alle 2 ora italiana, verranno annunciati i Golden Globes 2016, i premi televisivi e cinematografici che vengono assegnati dalla Hollywood Foreign Press Association, un’associazione che riunisce i giornalisti internazionali che si occupano di cinema e tv. La cerimonia verrà trasmessa in Italia su Sky Atlantic.

Le categorie dei Golden Globes sono 25: 14 per il cinema e 11 per la televisione. Il film con più nomination è Carol di Todd Haynes, che ne ha ottenute cinque. Seguono, con quattro, i film Steve JobsRedivivo – The Revenant e La Grande Scommessa. Le serie televisive con più nomination sono, con tre nomination ciascuna: Fargo, Mr. Robot, Transparent American Crime, Outlander Wolf Hall.

Di seguito tutte le nomination e in grassetto il favorito di ogni categoria.

Miglior serie tv di genere comedy
Orange is the New Black, Silicon Valley, Transparent, Veep, Casual, Mozart in the Jungle

Miglior film d’animazione
Anomalisa, The Good Dinosaur, Inside Out, The Peanuts Movie, Shaun the Sheep

Miglior attore non protagonista
Michael Shannon, 99 Homes; Mark Ruffalo, Il caso Spotlight; Mark Rylance, Bridge of Spies; Sylvester Stallone, Creed; Idris Elba, Beasts of No Nation

Miglior attrice non protagonista
Jennifer Jason Leigh, The Hateful Eight; Helen Mirren, Trumbo; Kate Winslet, Steve Jobs; Alicia Vikander, Ex-Machina; Jane Fonda, Youth – La giovinezza

Miglior colonna sonora originale
Carter Burwell, Carol; Alexandre Desplat, The Danish Girl; Ennio Morricone, The Hateful Eight; Daniel Pemberton, Steve Jobs; Ryuichi Sakamoto & Alva Noto, The Revenant

Miglior canzone originale
Love Me Like You Do, Cinquanta sfumature di grigio; One Kind of Love, Love & MercySee You Again, Fast & Furious 7; Writing on the Wall, Spectre; Simple Song #3, Youth – La giovinezza

Miglior attrice non protagonista in una serie tv, film tv o miniserie
Regina King, American Crime; Uzo Aduba, Orange is the New Black; Joanne Froggatt, Downton Abbey; Maura Tierney, The Affair; Judith Light, Transparent

Miglior attore non protagonista in una serie tv, film tv o miniserie
Damian Lewis, Wolf Hall; Christian Slater, Mr. Robot; Alan Cumming, The Good Wife; Ben Mendelsohn, BloodlineTobias Menzies, Outlander

Miglior attrice in una serie tv di genere comedy
Julia Louis-Dreyfus, Veep; Gina Rodriguez, Jane the Virgin; Lily Tomlin, Grace & Frankie; Jamie Lee Curtis, Scream QueensRachel Bloom, Crazy Ex-Girlfriend

Miglior attore in una serie tv di genere comedy
Jeffrey Tambor, Transparent; Aziz Ansari, Master of NoneRob Lowe, The Grinder; Will Forte, Last Man on Earth; Patrick Stewart, Blunt Talk; Gael Garcia Bernal, Mozart in the Jungle

Miglior sceneggiatura
Quentin Tarantino, The Hateful EightTom McCarthy e Josh Singer, Il caso Spotlight; Aaron Sorkin, Steve Jobs; Emma Donoghue, Room; Charles Randolph e Adam McKay, La grande scommessa

Miglior film straniero
The Brand New Testament; The Club; The Fencer; Mustang; Son of Saul

Miglior attrice in film di genere drama
Cate Blanchett, CarolBrie Larson, Room; Rooney Mara, Carol; Saoirse Ronan, Brooklyn; Alicia Vikander, The Danish Girl

Miglior attore in film di genere drama
Leonardo DiCaprio, The Revenant; Michael Fassbender, Steve Jobs; Eddie Redmayne, The Danish Girl; Bryan Cranston, Trumbo; Will Smith, Zona d’ombra

Miglior miniserie o film per la tv
Fargo; American Crime; American Horror Story: Hotel; Wolf Hall; Flesh and Bone

Miglior attrice in una serie tv o miniserie
Queen Latifah, Bessie; Felicity Huffman, American CrimeLady Gaga, American Horror Story: Hotel; Sarah Hay, Flesh and Bone; Kirsten Dunst, Fargo

Miglior attore di una serie tv, film tv o miniserie
Idris Elba, Luther; Oscar Isaac, Show Me a Hero; David Oyelowo, Nightingale; Mark Rylance, Wolf Hall; Patrick Wilson, Fargo

Migliore serie tv di genere drama
Empire; Mr. Robot; Game of Thrones; Outlander; Narcos

Miglior attore in una serie tv di genere drama
Liev Schreiber, Ray Donovan; Wagner Moura, NarcosBob Odenkirk, Better Call Saul; Rami Malek, Mr. Robot; Jon Hamm, Mad Men

Miglior attrice in una serie tv di genere drama
Taraji P. Henson, Empire; Viola Davis, How to Get Away With Murder; Robin Wright, House of CardsCaitriona Balfe, Outlander; Eva Green, Penny Dreadful

Miglior film di genere commedia/musical
The Big Short; The Martian; Joy; Spy; Treinwreck

Miglior attrice in un film o musical di genere comedy
Jennifer Lawrence, Joy; Amy Schumer, Trainwreck; Lily Tomlin, Grandma; Melissa McCarthy, Spy; Maggie Smith, The Lady in the Van

Miglior attore in un film o musical
Matt Damon, The Martian; Steve Carell, The Big Short; Al Pacino, Danny Collins; Mark Ruffalo, Infinitely Polar Bear; Christian Bale, The Big Short

Miglior film di genere drama
Carol; Mad Max: Fury Road; The Revenant; Room; Spotlight

Miglior regista
Todd Haynes, Carol; Tom McCarthy, Spotlight; George Miller, Mad Max: Fury RoadRidley Scott, The Martian; Alejandro Gonzales Inarritu, The Revenant

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La polemica sui libri distillati

DistillatiDa qualche giorno la casa editrice Centauria ha lanciato una nuova iniziativa: i cosiddetti libri distillati. In breve ha preso volumi celebri che si caratterizzano per la loro lunghezza e difficoltà e ne ha dimezzato (circa) il numero delle pagine, cercando di rendere più fruibile il testo e quindi il contenuto.

Le prime due uscite di Dicembre sono state Uomini che odiano le donne di Stieg Larsson (Trilogia Millennium, ricordate?) e Venuto al mondo di Margaret Mazzantini.

A un prezzo inferiore ai quattro euro, hai un buon sunto di un libro molto più corposo.

C’è un gran discutere su questa nuova frontiera della letteratura: c’è chi sostiene che se uno vuole consumare di meno, dovrebbe poterlo fare. Chi critica invece i tagli che andrebbero contro la creazione dell’autore. Tutte verità, nonché analisi parziali di una tematica che andrebbe di molto approfondita.

Per quanto mi riguarda ne ho sfogliato uno (i due usciti, li ho letti tutti in versione integrale): la mia opinione? Voi fate ciò che volete, ma non vi rischiate a regalarmene qualcuno!

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La verità sul caso Rudolf Abel

La verità sul caso Rudolf AbelComplice l’uscita al cinema de Il ponte delle spie di Spielberg, ho deciso di comprare La verità sul caso Rudolf Abel, il romanzo che ha ispirato il film.

Premessa: il volume è di oltre 350 pagine e a occhio il carattere utilizzato è leggermente più piccolo rispetto a quello di solito presente nei libri Garzanti (e non solo). Questo in breve per avvisarvi preventivamente che si tratta di un tomo sostanzioso, denso di nomi, informazioni e intrecci che potrebbero un po’ destabilizzare. E’ un libro per gli amanti della Storia e per chi ama leggere particolari e cavilli.

Nella seconda di copertina, la sinossi della Garzanti lo presenta così

La mattina del 10 febbraio 1962, James Donovan è in missione sulla Glienicke Brücke, il celebre Ponte delle Spie che collega Berlino Ovest con l’Est comunista. Al suo fianco c’è Rudolf Abel, la più misteriosa ed efficiente spia del Ventesimo secolo, per anni clandestinamente negli Stati Uniti a capo dello spionaggio russo. Dall’altra parte del ponte, i sovietici tengono in ostaggio Francis Powers, il pilota di un aereo-spia U-2 americano abbattuto mentre era in volo segreto sull’URSS: Donovan ha ricevuto dal presidente Kennedy l’incarico di riportarlo in patria a ogni costo. La verità sul caso Rudolf Abel ci catapulta nelle drammatiche giornate vissute per realizzare lo scambio di prigionieri, nelle lunghe e pericolose trattative diplomatiche, nei momenti concitati e avventurosi della guerra fredda tra due blocchi con le armi costantemente puntate. Tra le pagine di questo diario rivive così un mondo di ambiguità, inganni e cospirazioni, raccontato in prima persona dall’eccezionale protagonista della più avventurosa spy story mai svoltasi a cavallo della Cortina di ferro. 

Il libro è stato scritto dalla stesso Donovan (la storia la scrive sempre chi vince, mai chi perde) ed è un lungo diario personale nel quale annota tutto quello che è successo dal momento in cui gli viene dato l’incarico di difendere Rudolf Abel. Un documento storico se vogliamo, i cui carteggi originali sono conservati, tra casse di documenti, negli Hoover Institution Archives, ancora non disponibili al pubblico for preservation purposes. Lo stile è arzigogolato, tecnico, nonché lento e soporifero.

Quello sicuramente che c’è da salvare è lo scoprire il modo di lavorare di Donovan che si ritrova a difendere uno degli uomini più odiati da tutto il popolo americano. Il caso Rudolf Abel è un tipico esempio della protezione assicurata a un imputato, quale che sia il suo crimine, da parte della legge americana a tutela dei diritti dell’uomo. Non ci sono buoni e cattivi, eroi e antagonisti. Quello che emerge e più sorprende delle pagine di questo libro, è il rapporto tra due persone che pur ponendosi in due diversi lati di una barricata ideologica, culturale e sociale oltre che politica, trovarono il tempo di instaurare un rapporto umano basato sul rispetto e sulla stima reciproca. Sinceramente spero che il film si concentri su quest’aspetto.

Consiglio questo libro? Beh, se si vuole approfondire una pagina della storia tutt’ora abbastanza inedita, direi proprio di sì. Se invece non vi siete mai avvicinati a un testo giuridico o se volete una lettura leggera, sicuramente no. Statene bel lontani. Non è un libro per tutti: l’ho comprato pensando di leggere un romanzo, quando invece si è rivelato un saggio. E come tale va trattato e letto.

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Cos’è Chromecast? Come funziona?

ChromecastA Natale mi è stato regalato Google Chromecast.

Si tratta di un aggeggio che si collega alla vostra TV tramite cavo HDMI e che permette di trasformarla in una performante smart TV.

Chromecast uscì nel 2013, ad un prezzo molto basso: in due anni il prodotto si è aggiornato più volte, raccogliendo sempre più consensi e ricevendo il supporto di un numero sempre maggiore di app.

La confezione nella quale viene venduto è molto minimal, contiene infatti il solo Chromecast con il cavo di collegamento e un piccolo libretto di istruzioni.

Una volta collegato il dispositivo alla vostra TV, l’installazione è veramente semplice: viene chiesto di cercare la rete Wi-Fi e da lì fa tutto quanto in automatico. Dal momento in cui finisce, qualsiasi foto o video che passa attraverso il vostro PC, tablet o smartphone, viene mandato alla TV, in maniera tale da vedere i contenuti che più preferite. Addirittura se utilizzate un PC (ancora non c’è l’ottimizzazione per iOS o Android), potete vedere sdoppiato il vostro schermo in modo da visualizzare la vostra navigazione da Google Chrome alla vostra TV.

Io lo utilizzo prevalentemente con Netflix e vi dirò che il risultato è sorprendente.

Se ancora avete qualche regalo da fare, penso sia un’ottima e utile idea. Tenetela in considerazione. Qui il sito ufficiale di Google per saperne di più.

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L’e-book di “Guida istruttiva su Palermo e Monreale”

GUIDA ISTRUTTIVALavoro (anche) per una casa editrice che si occupa di pubblicazioni d’arte.

In questi giorni ho curato la realizzazione della versione elettronica del volume Guida istruttiva su Palermo e Monreale.

Qui potete trovare la sinossi e la versione cartacea.

Qui potete scaricare l’estratto e successivamente comprare la versione elettronica per Kindle.

Se volete saperne un po’ di più di Palermo e dei tesori che contiene, beh, questo penso sia il libro adatto.

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Le mie impressioni sull’iPad Pro

IPad ProEbbene sì, non ho saputo resistere e ho comprato un iPad Pro.

Questo articolo lo scrivo con il nuovo tablet della Apple che vi dirò essere molto bello, potente e funzionale per leggere o scrivere.

Le prime impressioni sono quasi tutte di stupore nell’avere a che fare con un dispositivo tanto grande: per uno come me abituato a un iPad mini, la differenza è abissale. Grazie all’utile funzione split view (la possibilità di dividere in due lo schermo), è come avere due tablet uno a fianco dell’altro. Si possono tranquillamente effettuare due operazioni distinte e separate, senza uscire da un’applicazione. Uno dei limiti dei tablet è proprio questo: potete fare una cosa per volta: con l’iPad Pro questo problema non esiste. Questo è dato grazie al lavoro di Cupertino che insieme a uno schermo così ampio ha pensato anche ad alcune utili scorciatoie software.

Un’altra cosa che si percepisce immediatamente è la qualità migliorata del suono: i quattro altoparlanti posti ai bordi del case, fanno sì che il suono sia molto più pulito e performante rispetto a quello dei suoi predecessori.

In estrema sintesi, l’iPad Pro non è altro che un tablet più grande rispetto a tutto quello che avete visto e provato fino a oggi: la grandezza non fa altro che trasformarsi nella possibilità di fare molte più cose insieme. Ho letto della tendenza di Apple di farlo passare come il sostituto dei MacBook: credo che in questo senso la strada sia ancora lunga. Le operazioni ancora non riescono così come siamo abituati a farle su di un portatile, ma probabilmente è anche una questione di abitudine. Per quanto mi riguarda, mai avrei pensato qualche anno fa di scrivere e pubblicare un articolo solamente da un tablet, ma come vedete, la cosa è possibile senza particolari problemi.

Lo consiglio? Sì ma non a tutti. Se cercate un prodotto che possa fare da tablet e pc, forse non è il giocattolo che fa per voi a meno che non abbiate un altro dispositivo (anche fisso) al quale appoggiarvi. Lo consiglio invece a chi ha bisogno di avere qualcosa di potente da portare sempre con sè, che vada oltre alla semplice navigazione o consultazione della posta. Una postazione desktop però è sempre meglio averla.

Ora, non appena disponibili, non restano che provare la Smart Keyboard e l’Apple Pencil.

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